Windmill Project


In prossimità dell'uscita dell'antologia dal titolo "Nero Toscana" da me curata che raccoglie racconti gialli di autori toscani, nelle librerie da metà marzo, ho fatto una lista delle pubblicazioni che il mio eclettismo in campo letterario, musicale, fumettistico mi hanno portato a realizzare nel corso degli anni:
faccio parte della redazione delle riviste on line Thrillermagazine (www.thrillermagazine.it), Colonne sonore (www.colonnesonore.net), Teatro.org (www.teatro.org) e Jazz Italia (www.jazzitalia.net) su cui ho scritto recensioni di libri film dischi e spettacoli teatrali.
collaboro con la webzine musicale Miusika (www.miusika.net) e con la comunity musicale Jamyourself (www.jamyourself.com).
tengo una rubrica di fumetti gialli dal titolo GialloGulp!!! sul blog La Lettera rubata (laletterarubata.splinder.com).
ho curato il libro Dizionoir del fumetto: Dizionoir del Fumetto (Delos Books, 2008) a cura di Mauro Smocovich e Elio Marracci - I libri di ThrillerMagazine n. 2 - ISBN: 978-88-89096-77-2.
ho curato una sezione sul "nero" a fumetti comparsa sul Dizionoir: DizioNoir - Saggio a cura di Mauro Smocovich - Collana: I libri di ThrillerMagazine n. 1 - Delos Books - ISBN: 88-89096-49-7.
ho raccolto alcuni racconti per l'antologia GialloScacchi: GialloScacchi — racconti di sangue e di mistero (Ediscere) a cura di Mario Leoncini e Fabio Lotti — 224 pagine - ISBN 88-88928-33-2 - € 18,00.
alcune mie recensioni sono comparse sul DizioNoir Italia Le origini: Sherlock Magazine 12 DizioNoir Italia Le origini (1852-1966) - a cura di Mauro Smocovich - Collana: Sherlock Magazine n. 12 - Associazione Delos Books - ISBN: 978-88-89096-90-1
la mia recensione del libro "La virtù del cerchio" di Dario Falleti è stata pubblicata sulla rivista Sherlock Magazine 15
ho pubblicato due interventi sulla rivista di Marco Del Bucchia Editore Almanacco del giallo toscano/1 Autunno 2009 uscita a Settembre.
È fresca di oggi la notizia che Neri Marcorè porterà nuovamente in tournée lo spettacolo teatrale "Un certo signor G.", ispirato all'opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.

Cominciamo a parlare delle realtà musicali versiliesi presentando la recensione di un bellissimo CD di un gruppo, gli Esterina, che viene da un piccolo paese dell' entroterra a pochi chilometri dal mare di Viareggio, Massarosa.
Il progetto Esterina è tutto ciò che i più definirebbero anti-commerciale, sound, semplice ma alla stesso tempo ricercato, che viene dal cuore e testi che vengono dal vissuto della campagna.
Nonostante ciò questo quintetto ha ottenuto una ribalta insperata ma duramente cercata, col sudore del sacrificio e la forza della coerenza, al punto da aprire nel 2008 i concerti di Vasco Rossi a Roma e Milano.
Quindi senza perdere altro tempo andiamo a presentare questo lavoro.
Esterina - diferoedibotte (2008)

Mia nonna si chiamava Esterina, veniva da un piccolo paesino fra i monti della mia terra e ogni mattina alle prime luci dell’alba si infilava un paio di stivali marroni logori, lacerati dal tempo e dalla fatica quotidiana e andava a lavorare i due ettari di terra che i suoi genitori, entrambi contadini, le avevano lasciato.
Con queste parole si presenta Fabio Angeli, chitarrista, cantante e leader degli Esterina, gruppo, formato oltre che da lui da altri validi elementi come: Giovanni Bianchini alla batteria, Giovanni Butori al basso, Alessandro Frediani al vibrafono, diamonica, theremin, synth e campionamenti e Massimiliano Grasso alle tastiere, fisarmonica ed elettronica, il cui esordio discografico, “diferoedibotte”, è uscito nel maggio del 2008, prodotto da Guido Elmi per l’etichetta bolognese Nopop e distribuito da EMI.
Esterina, band nata nel 1994 a Massarosa, piccolo paese della Toscana a ridosso della Versilia prima di essere Esterina è stata per dodici anni Apeiron.
Con questo nome il quintetto toscano ha attraversato un decennio di musica, ha cercato nel rock le proprie ragioni e allo stesso tempo è andato molto oltre.
All’inizio della loro attività musicale infatti, si poteva rintracciare nei brani della band massarosese richiami a gruppi come The Doors, King Krimson e Area.
Successivamente gli interessi ed i punti di riferimento si sono frammentati in un orizzonte più vasto, eterogeneo e meno imitatorio, a vantaggio di una poetica personale che si è sviluppata nella ricerca formale e comunicativa intorno e oltre la forma canzone.
Questo modo di fare musica ha dato origine ad un album in cui l’ascoltatore si confronta con brani in cui una struttura musicale che riesce a combinare con naturalezza la capacità di rottura e la grazia della canzone d’autore italiana, l’immediatezza e la malinconia delle ballate popolari, intagli e accelerate elettriche che si impastano a battiti sintetici, ottenuta con strumenti propri di un trio rock, batteria, chitarra elettrica e basso, miscelati ad elettronica, sintetizzatori analogici, theremin, vibrafono e fisarmonica, fa da sfondo e da commento a testi che mischiano in modo sapiente la lingua italiana ad espressioni ed inflessioni proprie della terra toscana.
Le dodici pregevolissime tracce di cui si compone il CD, potenti e sentite che costituiscono una denuncia verso la società e un attaccamento a valori autentici, si focalizzano su un’analisi lucida della superficialità del mondo moderno, che si contrappone all’autenticità e alla semplicità dell’uomo di campagna.
Ciò è evidente nella trascinante “Razza di conquista”.
Ma soprattutto parlano di capacità d’indignazione, come in “Senza resa”, e di personaggi finti che hanno nella convenienza e nell’accumulo di credito la loro ragione di vita come quelli che sono dipinti nel brano “Baciapile”.
Alla luce di quanto scritto si può quindi affermare, senza paura di smentite, che questo degli Esterina è un disco d’esordio che difficilmente passerà inosservato e augurarci che gruppi come questi si affaccino sempre di più nel panorama musicale italiano.



Per facilitarvi il compito riporto il testo di seguito:
Il film "Piramide di paura" è ambientata nella Londra del 1870, dove il giovanissimo Watson, si reca per studiare medicina. 
