martedì 2 marzo 2010

Neri Marcorè sarà ancora... "Un certo signor G".

È fresca di oggi la notizia che Neri Marcorè porterà nuovamente in tournée lo spettacolo teatrale "Un certo signor G.", ispirato all'opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.


Questa piece, un insieme di canzoni e monologhi tratti dagli scritti di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, interpretata da Neri Marcorè, uno degli attori più eclettici del panorama italiano, e diretta da Giorgio Gallione per il Teatro dell’Archivolto di Genova, è l’occasioneper rileggere, rivisitare, reinterpretare l’opera di Giorgio Gaber.
Per permettere allo spettatore di accostarsi ad un personaggio, ad uno stile, a contenuti e a linguaggi, sempre attualissimi a trent’anni di distanza, di un artista geniale ed innovatore, sempre autonomo e fedele a se stesso.
È un’esplorazione nel beffardo, paradossale, buffonesco mondo di una maschera di uomo comune che si interroga, in modo comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell’imbecillità e del qualunquismo.
Gli autori si sono ispirati, riproponendole e rimontandole, alle prime esperienze teatrali dell’attore milanese, quelle de “Il Signor G” appunto, ma anche quelle di “Dialogo tra un impegnato e un non so”, “Far finta di essere sani”, “Anche per oggi non si vola” , messe in scena tra il 1970 e il 1974, rifacendosi anche stilisticamente alle forme del ‘teatro canzone’, invenzione prettamente gaberiana continuamente perfezionata nel corso di vari spettacoli, geniale intreccio di monologhi e melologhi, musica e canzoni.
Neri Marcorè interpreta il signor G più di trent’anni dopo queste esperienze.
Solo sul palcoscenico con una chitarra, accompagnato da Vicky Schaetzinger e Gloria Clemente al pianoforte, a riscoprire un’opera, quella di Gaber e Luporini, da considerare un’invenzione senza tempo, un classico moderno che tra ironia, malinconia, istanze civili e comico paradosso si interroga sui destini dell’uomo moderno, in bilico tra utopia, impotenza, razzismo, amore, consumismo, paura e sogno.
Un individuo che rischia di perdere i pezzi e che soffre, ci dice Gaber, dei mali più comuni e alla moda: nevrosi acuta, condizionamento totale, visione delle cose vicina allo zero: una persona normale insomma.

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