La riproposta del video di questo pezzo da parte dell'amica Marilla mi ha fatto ritornare alla mente quella che reputo una della più belle canzoni d'amore scritto da un cantautore italiano.
La ballata dell’amore cieco (o della vanità), è una canzone incisa dal cantautore genovese Fabrizo De Andrè per l'etichetta romana Karim e distribuita come singolo nel 1966.
Il brano narra la tragica storia di un «uomo onesto, un uomo probo» che si innamora follemente di una femme fatale di chiara ispirazione baudelairiana, la quale come prova d'amore prima gli impone di uccidere la madre e poi di togliersi la vita.
Tuttavia quando si accorge che il poveretto muore felice è presa da sgomento, perché il suo vanitoso atteggiamento di superiorità le si rivolge contro: mentre l'altro spira ridendo a lei non rimane nulla, «non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene».
In tal modo De André esce dal canone, dal topos letterario, mostrando anche l'umana fragilità del personaggio.
Il testo drammatico stride con irriverenza con l'allegro ritmo di swing della musica, con tanto di un «tra-la-la-lalla, tra-la-la-lero» degno di una gioiosa filastrocca.
Il soggetto del brano è ripreso dalla poesia "Cuore di mamma" del poeta francese Jean Richepin.
La canzone fu incisa e pubblicata anche da Marzia Ubaldi, una cantante che incideva per la Karim, poco prima della versione di De André.
Il disco della cantante infatti ha come numero di catalogo KN 211, mentre quello del cantautore ha KN 214.
Nel 1966, quando la Karim fallì, la produzione della casa discografica venne rilevata dalla Roman Record Company.
Non essendo quindi le registrazioni delle canzoni di proprietà dell'autore, De André decise di reincidere nuovamente quasi tutto il materiale, escluse le canzoni Nuvole barocche, E fu la notte, Il fannullone, Per i tuoi larghi occhi e Geordie, ed inserirlo nei dischi pubblicati per le case discografiche dell'amico Antonio Casetta, titolare della Bluebell, del gruppo Belldisc, e della Produttori Associati.
Tutte le nuove registrazioni, effettuate insieme a Gian Piero Reverberi in qualità di arrangiatore, furono pubblicate all'interno degli album misti Volume III, del 1968, e Canzoni, del 1974, tranne Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers che trovò posto in coda a Volume I.
Per chi volesse ascoltare il brano:
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(cover di Morgan):
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